|
ANCONA - La CRVG Marche aderisce alla giornata ONU dedicata alla tortura. Nella giornata che l'ONU dedica alla tortura nel mondo noi cittadini italiani facciamo uno sciopero della fame per denunciare la condizione di tortura a cui sono sottoposti quasi tutti i detenuti e le condizioni di inciviltà in cui sono costretti a vivere i reclusi.
- No al sovraffollamento che ha portato a varie condanne dell'Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell'uomo;
- No all'ergastolo. In Italia sono 1500 i detenuti condannati a questa pena disumana. La maggior parte di loro hanno l'ergastolo ostativo e quindi dovranno morire in carcere;
- No alle sezioni a 41 bis, all'uso dell'isolamento 22 ore su 24 in una piccola cella e solo due ore per l'aria e la socializzazione con un altro detenuto (nelle aree riservate) e con altri tre nelle sezioni "normali", no ai colloqui di una sola ora mensile con i propri familiari e dietro vetro antiproiettile, no ad un'enorme serie di limitazioni che producono danni irreparabili di natura fisica e psichica;
- No alle troppe morti nelle carceri italiane;
- Sì alla chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari (per ora siamo circa a metà);
- Sì alla creazione di strutture fuori dalle carceri per i bambini e le loro madri condannate (per ora vi è solo l'esperienza positiva di Milano);
- Sì all'attuazione dell'art.27 della nostra Costituzione che dice che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione dl condannato". Ma le carceri dove si cerca di concretizzare queste affermazioni così importanti si contano sulle dita. E tutte le altre?
- Sì alle parole espresse sulle condizioni disumane nelle carceri dal nostro Presidente della Repubblica e dalle più alte autorità dello Stato. E quando dalle parole si passerà ai fatti?
Fonte: Il Presidente CRVG Marche Serena Tomassoni |