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Voci di confine

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Dare spazio ad una cittadinanza che non si sente rappresentata dalla chiusura – quella delle frontiere, ma anche quella degli stereotipi - e che ha voglia di capovolgere la prospettiva, che vive l’accoglienza, l’integrazione e l’apertura come un fatto normale e quotidiano e che intende riflettere criticamente sulle politiche migratorie e di cooperazione internazionale italiane ed europee, ridiscutendo gli approcci fondati su una irragionevole chiusura alla mobilità umana.
Questo vuole fare “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede insieme sedici realtà - Ong, enti locali, associazioni delle diaspore, di volontariato, imprese sociali ed enti di ricerca - in un percorso comune che, da maggio 2017 a ottobre 2018, intende proporre una nuova narrazione sulle migrazioni, superando la logica imperante dell'emergenza.

"Voci di Confine" è promosso da: Amref Health Africa Onlus, in partnership con Amref Health Africa – Headquarters, Africa e Mediterraneo, Associazione Le Réseau, CSV Marche (Centro servizi per il volontariato), Centro Studi e Ricerche Idos (Idos), Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo (Coppem), Comune di Lampedusa, Comune di Pesaro, Etnocom, Internationalia, Provincia autonoma di Bolzano, Regione Puglia, Rete della diaspora africana nera in Italia (Redani), Step4, Terre des Hommes Italia.

Partendo dalle esperienze di frontiera, come quelle di Lampedusa, il progetto vuole far emergere le voci e le esperienze dei territori che accolgono, quelle dei migranti e delle loro comunità di origine,unendo azioni di informazione, percorsi educativi e scambi di buone prassi: l'impegno del CSV Marche, lead partner per il territorio regionale, sarà proprio in attività di informazione e sensibilizzazione rivolte a giovani e volontariato.

Durante tutto il progetto, saranno realizzati una campagna di informazione radio, web e social; percorsi educativi nelle scuole e negli spazi di educazione informale; incontri territoriali con le associazioni delle diaspore e di volontariato, gli enti locali, le Ong e i soggetti privati; e, ancora, attività di formazione, raccolta di buone pratiche, dialoghi con le istituzioni e un incontro euromediterraneo. L'obiettivo è di arrivare a coinvolgere 4.000.000 di cittadini, oltre 6.500 tra giovani, docenti ed educatori, quasi 2.000 operatori della cooperazione, ricercatori, imprenditori e membri della diaspora e 300 rappresentanti di enti locali italiani e euromediterranei.

Il progetto è cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo
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Di seguito riportiamo le notizie che riguardano il progetto


 

 

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