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“Coltivare i frutti della legalità”. Nel campo estivo torna l’impegno dei giovani contro le mafie

 

Dal 29 luglio al 4 agosto sono 22 i ragazzi che hanno partecipato alle attività della Fattoria della legalità a Isola del piano Castelgagliardo. Workshop e incontri, riflessione e scambio intergenerazionale hanno dato forma a una settimana di consapevolezza. L’iniziativa rientra in “Estate in campo”, progetto nazionale per valorizzare i beni confiscati.

 

ISOLA DEL PIANO (PU) - Sconfiggere la cultura dell’illecito, terreno fertile di ogni infiltrazione mafiosa. Con un compito così prezioso anche quest’anno si è tenuto il campo estivo “Coltivare i Frutti della Legalità” nella Fattoria della legalità, il bene confiscato nel Comune di Isola del Piano, Castelgagliardo.
Sono ventidue i giovani da tutta Italia che dal 29 luglio al 4 agosto hanno preso parte alla settima edizione del campo, con le sue attività. Da una parte i laboratori artistici e di lavoro manuale, proposti da Leonarda Faggi, Franco Ruggiero e Paola Fraschetti. Dall'altra i momenti di formazione con la partecipazione di vari relatori provenienti dal mondo dell'antimafia sociale.
L’iniziativa è parte del progetto nazionale "Estate in Campo", promosso da Arci, SPI Cgil e CGIL, Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari e altre associazioni con l'intento di restituire alla comunità i beni confiscati alle mafie e valorizzarli come luoghi di difesa della democrazia, della legalità, della giustizia sociale, del diritto al lavoro. In “Coltivare i frutti della legalità” i ragazzi hanno appreso nozioni su storia, sviluppo, struttura, poteri e attività delle diverse organizzazioni criminali presenti in Italia, tema approfondito anche grazie all'incontro con Daniele Paci, Sostituto Procuratore presso la Procura di Ancona. Si è discusso delle importanti tematiche del traffico illecito dei rifiuti e del rapporto tra mafia, amministrazioni locali e cittadini, con l'intervento di Chiara Tagnani per Legambiente Marche. Agromafie e caporalato sono stati il tema del terzo giorno, con Roberto Rossini, Segretario Cgil provinciale, Giorgio Marzoli e Andrea Piccolo della Flai Cgil provinciale. Il racconto di esperienze ha consentito ai giovani di conoscere il ruolo centrale del sindacato nella lotta alla criminalità organizzata e grazie all'intervento di Elio Cerri, segretario regionale dello SPI Cgil i partecipanti al campo hanno scoperto le storie dei sindacalisti uccisi per mano mafiosa. Ne è scaturita una riflessione sull'importanza delle scelte e della partecipazione attiva dei cittadini nel contrasto alla mafia. Parallelamente si sono tenuti i laboratori manuali, concentrati sul tema del riuso e del riciclo, conclusi con il tradizionale innalzamento di un totem di materiali riciclati. Non solo, valore aggiunto del campo è pure lo scambio intergenerazionale avvenuto fra i giovani partecipanti e i pensionati dello Spi-Cgil.
L’augurio ripetuto da più parti è che “si perpetui ogni giorno l'impegno dei giovani nell'antimafia sociale perché solo con un tessuto sociale consapevole, istruito e determinato si pongono le basi per una società impermeabile al fenomeno mafioso”.

 

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