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Creare percorsi di autonomia per persone disabili, c'è il progetto “Noi speriamo che ce la caviamo da soli…”

Continua fino ad aprile 2020 il progetto esteso su 12 regioni per percorsi di autonomia destinati a chi ha forme di disabilità fisica o psichica. Da esperimenti abitativi ai laboratori di autoconsapevolezza, sono 13 le associazioni impegnate in un percorso finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

ROMA - Fare la spesa, cucinare, mangiare assieme attorno a un tavolo. O passeggiare sul lungomare, partire per qualche giorno in montagna, oppure calcare il palco di un teatro. Sono tutti attimi di vita quotidiana che ognuno ha il diritto di vivere. E sono le stesse azioni che ormai da un anno, e sempre con maggiore consapevolezza, animano "Noi speriamo che ce la caviamo da soli...", progetto di scala nazionale ideato con lo scopo di costruire percorsi di graduale autonomia per chi ha forme di disabilità psichica o fisica.

"Noi speriamo che ce la caviamo da soli..." è oggi a metà percorso e si è appena dato appuntamento per un meeting intermedio di metà mandato nella sede di Csv Lazio, a Roma. Ha preso avvio nell'agosto 2018 grazie al sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si concluderà a febbraio 2020 per una attività totale di18 mesi. Il valore complessivo del progetto è di oltre 900mila euro.

È articolato in 12 regioni e sviluppato da 13 associazioni - capofila l'Aias di Pesaro - che operano nel mondo della disabilità e che, ognuna nel proprio territorio, hanno dato vita a una serie di progetti, tutti poi messi in rete fra loro in un sistema di confronto e scambio di buone pratiche su scala nazionale. Esperimenti abitativi, laboratori, momenti aggregativi, percorsi individuali: ogni associazione sotto la guida di operatori specializzati ha sviluppato un progetto sperimentale. E questo dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Puglia al Piemonte. Così da elaborare un modello consolidato e replicabile, verso una filosofia di "vita autonoma" che dagli anni '80 ha sempre più fatto strada nell'Unione Europea.

Abitare insieme dell'Aquila per esempio, ha creato momenti residenziali di cinque giorni al mese, dove i ragazzi imparano mansioni domestiche, o a spostarsi in maggiore autonomia sul territorio. L'Associazione Aladino di Terni organizza corsi di cucina, in un laboratorio di consapevolezza. Ci sono associazioni che tengono i proprio appuntamenti in mezzo alla settimana, così da creare autonomia durante lo scorrere feriale dei giorni, come il Cpd Consulta di Torino o Insieme di Pesaro. Anffas Cagliari organizza tirocini per l'inserimento lavorativo. Casa di Solidarietà e accoglienza, a Barcellona Pozzo di Gotto, specializzata nella malattia mentale, punta a formare i soggetti coinvolti verso l'autonomia nella propria abitazione. Semi di Pace di Tarquinia ha creato un'area di attività in un complesso demaniale alla periferia di Tarquinia. Ecopark, in provincia di Udine, lavora sui laboratori teatrali come momento di auto coscienza. Aias Pesaro, che si occupa di disabilità gravi, in colloquio con la famiglia ragiona sulle dinamiche del "dopo di noi". Fuorigioco di Rivarolo Mantovano si concentra sul risveglio di forme di autoconsapevolezza per attivare processi di indipendenza. E anche Insieme con i disabili, nel Salento, costruisce dei weekend di autonomia abitativa, in un confronto serrato coi genitori. Tante attività, per tantissime storie in ogni associazione.

Gli individui direttamente interessati sono 52, mentre quelli coinvolti nel processo più ampio di indagine e promozione sono 208. Inoltre sono 158 i volontari e 26 gli operatori attivi. "Noi speriamo che ce la caviamo da soli..." nasce dalla legge del 2016 sul "Dopo di noi", volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l'autonomia delle persone con disabilità, ma l'obiettivo del progetto è favorire l'autonomia e la libertà di scelta in modo graduale, già prima del "Dopo di noi", senza attendere che essa si imponga improvvisa col venir meno del sostegno familiare. Contemporaneamente ogni associazione si è confrontata con le famiglie, in una azione di mutuo aiuto. E questo grazie a dei focus group che hanno coinvolto padri e madri. Allo scopo di misurarsi con l'idea di autonomia, creare senso di fiducia e superare la fase di "distacco" iniziale, che può essere difficile tanto per il ragazzo, quanto per il genitore.

Le esperienze e i racconti di incontro, confronto, crescita, sono innumerevoli. Se ne trova una prima traccia nel blog del progetto www.celacaviamodasoli.it dove operatori e soggetti coinvolti stanno lasciando le loro testimonianze sui vari percorsi di autonomia intrapresi, sul confronto con le sfide di una vita più indipendente e di una conoscenza reciproca che non smette mai di portare nuova ricchezza.

Ente capofila: AIAS Pesaro. Partner: Abitare Insieme L'Aquila; Aladino, Terni; Anffas, Cagliari; Casa di Solidarietà e Accoglienza, Barcellona Pozzo di Gotto (Me); Conca d'Oro, Bassano del Grappa (Vi); CPD - Consulta per le Persone in Difficoltà, Torino; Ecopark, San Vito al Torre (Ud); Fuorigioco, Rivarolo Mantovano (Mn); GAD - Genitori e Amici dei Disabili, Modigliana (Fc); Insieme Pesaro; Insieme per i disabili, Alessano (Le); Semi di Pace,Tarquinia (Vt). Supporto tecnico: CSV Marche. Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (Avviso 1/2017 ai sensi dell'art. 72 del decreto legislativo 117/2017)

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