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Giovani e volontariato nelle Marche, un quadro in chiaroscuro

Il 40% delle Odv non ha volontari giovani (con meno di 30 anni) al suo interno, e il 61% delle associazioni trova difficile coinvolgerli. D'altra parte la partecipazione giovanile non manca, ma è più discontinua e meno strutturata. Dati e spunti di riflessione contenuti nella Ricerca "Giovani e volontariato. Quali prospettive e quali sfide" curata dai prof. Ugo Ascoli (Univpm) e Emmanuele Pavolini (Unimc) insieme al CSV Marche, e presentata all'assemblea dei soci CSV. Video interviste sul canale You Tube del CSV.

ANCONA - Da sempre una delle sfide principali del volontariato riguarda il coinvolgimento dei giovani al proprio interno. Non a caso è stata incentrata su questo tema, l'ultima ricerca promossa dal CSV Marche (Centro servizi per il volontariato) nel 2018 in collaborazione con l'Unimc (Università di Macerata) e l'Univpm (Università politecnica delle Marche), i cui risultati sono stati presentati sabato scorso all'assemblea dei soci del CSV.
"Giovani e volontariato nelle Marche. Quali prospettive e quali sfide" è il titolo dello studio, curato e presentato nell'occasione dal prof. Ugo Ascoli, del Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell'Univpm e dal prof. Emmanuele Pavolini del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Unimc: l'indagine aveva l'obiettivo di individuare pratiche per facilitare il reclutamento e la permanenza dei giovani nelle Odv, ed è stata realizzata con un questionario sottoposto a circa 200 organizzazioni di volontariato, per raccogliere dati e informazioni di base, e dei focus group con volontari marchigiani e altri CSV d'Italia per approfondire alcune buone prassi. Il prodotto finale è un'agile pubblicazione, distribuita ai presenti e disponibile on line sul sito del CSV (sezione download allegati), che oltre ai dati, fa emergere anche delle indicazioni utili per le associazioni.

Guarda l'intervista al prof. Emmanuele Pavolini >>  https://www.youtube.com/watch?v=i8AyJvzvuqY&t=27s  
Guarda  l'intervista al prof. Ugo Ascoli >>  https://www.youtube.com/watch?v=WK3Ux0k-fb0

"Il titolo della ricerca è estremamente esplicativo dell'attenzione che crediamo vada riservata alla presenza di giovani nelle nostre associazioni - ha spiegato Simone Bucchi, presidente del CSV Marche - Il ricambio generazionale, l'innovazione e l'intergenerazionalità sono processi che vanno preparati e poi presidiati, promuovendo anche una cultura della gestione delle risorse umane".
Nella prima parte della ricerca sono raccolti i risultati dell'analisi del questionario, e tra i dati che colpiscono di più, ci sono quelli sulla presenza dei giovani nelle Odv marchigiane - il 40,3% non ha volontari giovani (con meno di 30 anni) al suo interno; il 39,3% ha giovani, ma in una minoranza contenuta - e sul profilo dei dirigenti delle stesse - solo il 3,1% delle Odv ha presidenti con meno di 30 anni, ma il 21,9% dei presidenti ha tra i 30 e i 45 anni. Per quanto riguarda la gestione dei volontari e le attività per il loro inserimento: i 3/4 delle Odv hanno figure dedicate all'accoglienza e l'organizzazione dei volontari, ma solo il 38% delle Odv ha sviluppato attività dedicate specificamente al reclutamento di potenziali giovani volontari. Le scuole sono i contesti in cui le Odv marchigiane cercano maggiormente i giovani, mentre le Università appaiono ancora un terreno inesplorato. Il 76% delle Odv è disponibile a partecipare a progetti, anche impegnativi, di inserimento di giovani volontari.
Dunque, da parte delle associazioni c'è la volontà di impegnarsi maggiormente con i giovani, e dai focus group condotti con alcune Odv marchigiane e sette CSV d'Italia emerge con forza la spinta a rivedere il rapporto con le giovani generazioni, e la necessità di "mettersi in gioco" a livello organizzativo: infatti, come ha sintetizzato il prof. Ugo Ascoli, non si è tanto in presenza di una difficoltà da "offerta" - la partecipazione giovanile c'è, anche se contrassegnata da maggiore discontinuità e forme meno strutturate (volontariato "episodico" o "individuale") - quanto di una difficoltà che proviene dalla "domanda", ovvero dalle Odv, che non sempre appaiono sufficientemente preparate a questa sfida, prodotta anche dal cambiamento culturale e sociale in atto.
In questo senso, dai focus group sono emerse molte indicazioni per migliorare il rapporto fra Odv e giovani. Per citarne alcune: entrare più in sintonia con il mondo giovanile, i suoi valori, le aspettative e le specifiche forme di comunicazione; curare con assiduità il sito web e i canali social dell'associazione; prevedere e formare un "referente organizzativo" dei giovani volontari; organizzare eventi per attrarre e conferire visibilità all'associazione; essere presenti con continuità nelle scuole e promuovere un confronto fra "pari", con giovani che hanno già avuto esperienze di volontariato.

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