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Io e l’altro – corso di formazione a Fermo per contrastare l’hate speech

Riceviamo e pubblichiamo da CVM - Comunità Volontari per il Mondo, la comunicazione sul corso rivolto a docenti e operatori dell'educazione. 

Ripartire dall’incontro con l’altro per “smontare” pregiudizi, razzismi e discriminazioni e rimettere in gioco la capacità di reagire contro il fenomeno dell’hate speech.

Da qui partiremo con il corso di formazione “Io e l’Altro. Didattica inclusiva e contrasto al discorso d’odio” che inizierà a Fermo il prossimo 30 novembre con Roberto Mancini, professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Macerata.

La formazione dedicata ai docenti – che possono iscriversi attraverso la piattaforma SOFIA – ma anche a tutti gli operatori dell’educazione, intende fornire attraverso attività di educazione formale e non formale, interventi di figure esperte, didattiche laboratoriali e percorsi di ricerca-azione conoscenze, competenze pratiche e metodologie didattiche per contrastare il discorso d’odio.

Dall’“irriducibilità” dell’essere umano che si (ri)trova nella relazione – questo il focus di Mancini – si prosegue il 7 dicembre con Iara Bonfanti, psicologa e psicoterapeuta, il 14 dicembre con Beniamino Sidoti, scrittore, giornalista ed esperto di didattica ludica contro il discorso d’odio, per concludere il 21 dicembre con Ludovica Cesari, psicologa e progettista della formazione, per co-progettare attivamente percorsi spendibili nella pratica educativa per conoscere e prevenire comportamenti dettati dall’intolleranza.

“Io e l’Altro” ricade sotto il progetto Generiamo Una Nuova Italia: i giovani impegnati per una piena accoglienza ed integrazione degli immigrati, al fine di contrastare fenomeni di fragilità, marginalità, esclusione sociale, intolleranza e discriminazione, e Digital Transformation, che promuove percorsi formativi sull’uso consapevole delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

E’ infatti all’interno della dimensione relazionale di reciprocità – spiega Mancini – che le persone si aprono l’una all’altra in una dinamica di tensione continua che fa sì che queste si riconoscano e accettino nella loro diversità. Il rischio è, infatti, proprio quello di rinunciare a questa “tensione continua”: se il rapporto con l’altro viene inevitabilmente influenzato dall’ambiente circostante, dalle condizioni sociali, culturali, economiche e politiche esistenti, l’attuale acuirsi di odio, paura, insicurezza contribuiscono oggi inevitabilmente a rinforzare pregiudizi già esistenti e a creare nuove divisioni e intolleranza.

Da qui l’importanza di un nuovo ragionamento, tanto sulle modalità di comunicazione quanto sui sentimenti, per rimettere al centro la cosa più importante – sottolinea Sidoti – la capacità di reagire e di contrapporsi, di smontare con un sorriso pregiudizi, razzismo, omofobia e maldicenza.

È necessario, quindi, ripartire dall’educazione al rapporto tra sé e altro da sé, affinché la relazione sia vissuta con maggiore consapevolezza e depurata da una pericolosa conflittualità. Perché solo l’individuo consapevole di sé e della sua interconnessione con l’altro potrà essere meno propenso a cadere “vittima” delle strumentalizzazioni e generalizzazioni proprie dei discorsi d’odio.

per maggior informazioni: http://scuola.cvm.an.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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