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Quando per la ferrovia si strappavano le tessere di partito...

un_momento_dellescursione_FVM_mar2013Riceviamo e pubblichiamo dall'associazione FVM - Ferrovia Valle Metauro, comunicato di resoconto della Giornata nazionale delle Ferrovie dimenicate, svoltasi domenica scorsa a Fossombrone, con un riferimento alla vicenda della sventata dismissione della tratta Fano-Fermignano nel 1938, ricostruita durante la conferenza tenuta per l'occasione.
FOSSOMBRONE (Pu) - La VI Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, evento organizzato dall'Associazione FVM, dal Circolo Legambiente Urbino e dal FAI di Pesaro, dal titolo "La ferrovia Metaurense: un profondo legame con storia tecnologia e paesaggio" ha ottenuto un notevole successo.
Oltre un centinaio di persone, molte provenienti anche dall'Emilia Romagna, hanno partecipato all'escursione sulla ferrovia, ripulita dalla vegetazione da FVM, presso San Lazzaro di Fossombrone.
Si è raggiunto il luogo della frana del 1934, dove lo storico Renzo Savelli ha rievocato il tragico evento che causò 11 vittime e che, assieme ad altri casi in molte zone d'Italia, spinse il governo dell'epoca ad approvare una legge che prevedeva la possibilità di chiedere sussidi.
E' seguita la visita al canyon delle Marmitte dei Giganti, particolari cavità scavate nella roccia dall'azione levigante dell'acqua che trascina con sé pietre o piccoli massi, ed infine all'impianto idroelettrico della diga di San Lazzaro, serbatoio artificiale che alimenta la centrale elettrica di Ponte degli Alberi - 10 MWatt di energia rinnovabile.
Nel pomeriggio , nella Sala Conferenze della chiesa di Sant' Agostino a Fossombrone, il prof. Oscar Mei ha tenuto una conferenza sulla vicenda della sventata dismissione della tratta Fano Fermignano nel 1938.
Questo sconosciuto episodio è venuto alla luce grazie al ritrovamento casuale di documenti storici salvati da sicura perdita proprio dallo stesso Prof. Mei.
Si è così venuto a sapere che, allora, la popolazione di Fossombrone lamentava la chiusura e la probabile perdita della ferrovia come già avvenuto per altri opifici e strutture dello Stato quali prefettura, ufficio delle entrate , filande, mercato dei bachi ecc.
L' assoluta convinzione dell'allora Podestà , l'ingegnere Getulio Emanuelli, sull'assurdità di una tale perdita spinse questo illustre personaggio a scrivere alle più alte cariche istituzionali, fino al Capo del Governo Benito Mussolini con grave rischio di eventuali provvedimenti disciplinari.
L'Ing. Emanuelli presentò anche calcoli sui conti economici per la riattivazione della linea prevedendo che il movimento dei viaggiatori avrebbe consentito di compensare le spese; evidenziò come la popolazione della Valle del Metauro aveva lottato ed accettato di compiere sacrifici pur di vedere la costruzione della ferrovia. Perdere questa struttura avrebbe significato un regresso civile e una demoralizzazione generale.
Ma tutto questo non servì a molto fino a quando accadde un episodio particolare che fu volutamente sottaciuto: molti cittadini, per protesta, giunsero a stracciare le tessere nella sede del partito alla presenza dei gerarchi locali.
I provvedimenti di smantellamento, che sembrava imminente, furono ritirati ed il Duce dispose che la ferrovia Fano-Fermignano rimanesse dov'era in attesa di riprendere il servizio.
Oggigiorno tale rischio è, invece, altamente probabile!
Con questa rievocazione storica, presentata impeccabilmente dal Prof. Mei e piena di straordinarie analogie con le vicende attuali, si è conclusa la VI Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate. 

fonte: Associazione Ferrovia della Valle del Metauro

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